Politica

Ue, Prospettive Future: “Stessi nomi ma inversione di rotta per essere leader globale”

“Roberta Metsola alla presidenza del parlamento Ue, Ursula Vor Der Leyen alla presidenza della commissione europea. I vertici di due delle principali istituzioni della Unione Europea nel prossimo quinquennio (2024/29) saranno guidati dalle stesse esponenti che hanno chiuso l’ultima legislatura bruxellese. Una legislatura, a dire il vero ricca di ombre e poche luci, durante la quale il Vecchio Continente ha vissuto il complicato contesto pandemico, una congiuntura economica poco felice e l’avvio del conflitto bellico in Ucraina (senza dimenticare chiaramente la guerra israelo -palestinese): il tutto senza incidere in maniera significativa sulle scelte geopolitiche, internazionali, economiche e sociali. È chiaro ed evidente, dunque, che sebbene l’Unione Europea riparta dagli stessi nomi, ha bisogno di una totale inversione di rotta istituzionale, che la faccia divenire leader globale tra le grandi potenze come Russia, Stati Uniti e Cina. Cosa che adesso ovviamente non è. I popoli d’Europa infatti vogliono una Ue più equa, inclusiva, che contribuisca a mantenere la pace e la stabilità nel continente, ma agisca anche come un potente promotore di sicurezza, valori democratici e diritti umani in tutto il mondo. Una Unione Europea, che sappia affrontare molteplici e complesse sfide: dal cambiamento climatico alla sostenibilità ambientale, dal rilancio della agricoltura ai flussi migratori, dalla questione terrorismo alla affermazione della pace, fino al contrasto di tutti quei movimenti populisti, estremisti ed euroscettici, che stanno guadagnando terreno in molti paesi europei, mettendo in discussione l’unità e la cooperazione all’interno dell’Unione Europea. Inoltre, ma non meno rilevante, la Ue deve operare con impegno per la crescita economica dei territori, puntando sulle giovani generazioni – che saranno i cittadini e gli amministratori del domani – e contrastando ogni forma di disuguaglianza sociale. Infine, l’Europa dovrà essere in grado di competere con altre potenze globali nel campo dell’innovazione, della digitalizzazione e dello sviluppo della intelligenza artificiale (che assume anche una valenza etica e culturale), assicurandosi di rimanere competitiva in un mondo sempre più tecnologico. I nostri “nuovi” governanti europei riusciranno nella mission?”.

Così, in una nota, del Gruppo Operativo in attesa dell’Assemblea rifondativa prevista per la prima decade di settembre.

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