Commercio, fare rete per la rinascita

di Marta Naddei

Il rilancio del commercio salernitano deve passare dalla necessaria sinergia tra istituzioni,associazioni di categoria e consumatori.

Salerno prova a risalire la china e uscire dal momento di difficoltà che vive uno dei“polmoni” economici della città. L’atavica mancanza di parcheggi, una sostanziale carenza dei servizi di trasporto pubblico, una complicata aderenza tra domanda e offerta: una crisi cagionata da fattori tanto esterni quanto interni al settore e che, nel pomeriggio di mercoledì, si è provato ad analizzare  nel corso di una tavola rotonda, organizzata dal presidente della Claai Salerno, Gianfranco Ferrigno.

Un incontro al quale hanno preso parte, oltre che Ferrigno, la direttrice della Claai, Paola Viscito; l’assessore alCommercio del Comune di Salerno, Dario Loffredo; il responsabile del settore Servizi e commercio della Claai, Sabatino Senatore;il presidente di RadioTaxi Salerno, Gaetano Ricco; la rappresentante dei commercianti Claai della zona orientale, Maria Napoli e il responsabile provinciale dell’Unione nazionale consumatori, Lello Sepe. Un confronto proficuo durante il quale si è cercato di partire dalle pecche per riuscire a tracciare una linea comune d’azione che coinvolga tutti i soggetti in campo, a partire dai commercianti stessi dai quali deve partire la spinta propulsiva per la rinascita di uno dei fiori all’occhiello di Salerno. Una sorta di processo di «sensibilizzazione degli esercenti- come ha spiegato il presidenteFerrigno – affinché si possa far comprendere a tutti come le dinamiche siano cambiate e come ci si dovrebbe adeguare ai nuovi scenari».Tutti gli attori in scena, dunque, devono essere chiamati a fare la propria parte, perché pare proprio che, allo stato attuale, uno dei maggiori problemi sia proprio quello della mancanza di concertazione tra le parti,come ha sottolineato Gaetano Ricco: «Noi tassisti tastiamo, ogni giorno, il polso della situazione. Abbiamo una grande risorsa,che è quella degli studenti Erasmus, così come – e lo ha dimostrato l’ultima Festa del cioccolato tenutasi sul Lungomare – abbiamo delle manifestazioni che attirano le persone in città. A mancare, purtroppo, è la coesione tra tutti gli attori: non riusciamo a fare quadrato e a tracciare un opportuno cammino comune che faccia arrivare, all’esterno, un messaggio ben preciso».Insomma, bisogna invogliare le persone che visitano Salerno a restare o a tornare una seconda volta ma, per farlo, sono necessari accorgimenti: «Forse siamo proprio noi a non essere ancora pronti – ha amaramente ammesso Sabatino Senatore – Il dato di fatto è che spesso i turisti si trovano dinanzi a distese di negozi chiusi, soprattutto la domenica.Inutile piangersi addosso ma bisogna rimboccarsi le maniche e fare il possibile affinché domanda e offerta combacino». In questa ottica, sostiene l’esponente della Claai, dovrebbe esserci «più dialogo anche con il Comune potrebbe provvedere a informare i commercianti dell’arrivo delle navi da crociera, in modo da poter dare l’opportunità di offrire il migliore dei servizi».Comune di Salerno chiamato in causa anche, ovviamente, per quello che concerne il problema dei parcheggi, cui si potrebbe ovviare anche mettendo a disposizione un servizio navetta che, da ben precise aree di sosta, possa consentire ai visitatori e non di muoversi liberamente per la città senza il cruccio dell’automobile. «Per il servizio navette- ha detto l’assessore comunale Dario Loffredo – si dovrebbe avviare un ragionamento anche con la Camera di Commercio.Confidiamo, da par nostro, che tra 12-18mesi si possa contare anche sui 700 posti auto di Piazza della Libertà, che saranno certamente una risposta fondamentale al problema». Secondo l’esponente della giunta municipale è fondamentale anche «che vi sia un cambio di mentalità tra le persone,magari con un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici e un graduale abbandono dell’auto privata (a tal proposito, in giunta andrà una delibera per l’aumento del contingente di tassisti salernitani, ndr)», perché «è vero che siamo ancora in una fase di crisi ma è anche vero che le responsabilità sono da ricercarsi da più parti. Tutti possiamo fare di più, dare una qualità all’altro e fare rete».Responsabilità che, a parere di Maria Napoli,hanno anche diversi commercianti: «Le persone, a Salerno, vengono. Purtroppo manca anche la collaborazione tra colleghi e, in molti, purtroppo, non vogliono migliorarsi.Non è difficile, infatti, ritrovarsi inattività commerciali sprovviste di merce,senza pulizia o in cui non c’è  personale qualificato. Dobbiamo essere anche noi esercenti ad accattivare la clientela».Clientela rappresentata, al tavolo, da Lello Sepe che ha concentrato il suo ragionamento su una migliore «qualificazione dell’offerta»che passi attraverso un processo di rimodulazione:«Le persone che arrivano in città devono essere accolte, indirizzate e convogliate in eventi a cura dei commercianti.Bisogna fare uno sforzo – tramite una “moralizzazione”- affinché il commercio qualificato sia il fine ultimo dell’acquirente».

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