Mattone, costi e benefici. La strategia sbagliata

di Andrea Pellegrino

Tra ambizioni di città turistica e quelle di città commerciale, Salerno negli ultimi anni si è caratterizzata come città del mattone. Ma senza i risultati sperati. Rispetto al costruito, la domanda è decisamente inferiore.

Il disegno politico di spingere sull’edilizia, sostanzialmente, non ha portato nessun beneficio. Anzi, oltre ad aver occupato quasi ogni spazio libero del territorio, anche in prossimità del mare (Crescent) o al di sopra di antico parco termale (terme Campione), a quanto pare le stesse imprese edili, in alcune circostanze (soprattutto nell’area dello stadio Arechi), sono andate in netta sofferenza. Il meccanismo, secondo una analisi approssimativa, è abbastanza elementare: si costruiscono nuovi alloggi, le case restano invendute per prezzi che restano invariati, nonostante la maggiore offerta, e la gente scappa via da Salerno. In pratica, non si sarebbe verificato quell’effetto che avrebbe dovuto portare ad un abbassamento dei prezzi al metro quadro.

Nonostante il crescere dell’offerta, i prezzi sono rimasti alle stelle, confermando così Salerno una città non accessibile a tutti. D’altronde lo sviluppo della Valle dell’Irno, di San Mango Piemonte, o di alcuni comuni picentini, a confine con la città capoluogo, è dovuto proprio all’impossibilità per le giovani famiglie di realizzare il sogno di un acquisto di un immobile di proprietà nel proprio luogo d’origine. Dovrebbe essere il contrario, considerata l’azione politica che è stata messa in atto nell’ultimo decennio e che è ancora non si è arrestata. Basti pensare che Palazzo di Città reitera la vendita di altri spazi pubblici per la realizzazioni di condomini.

Gianpaolo Lambiase, consigliere comunale d’opposizione, ha spesso evidenziato l’anomalia. Nonostante i dati (negativi) e gli allarmi, la retromarcia non è stata ancora inserita, rispetto ad un progetto che allo stato ha non portato a quanto programmato o sperato. Oltre ad un abbassamento dei prezzi delle abitazioni, forse una ricognizione dei vani disponibili non farebbe male per analizzare al meglio il problema. Salerno ha bisogno di attrarre verso di sé nuove famiglie o nuovi abitanti e non solo visitatori mordi e fuggi in determinati periodi dell’anno. Una famiglia che va via è comunque un pezzo di economia che scappa.  

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