Andrea Ruocco: ««Le nuove costruzioni attirano»

di Vittorio Cicalese

La desertificazione urbana coincide con la poca necessità di cementificazione ulteriore del territorio? Ne parla Andrea Ruocco, dell’omonima agenzia immobiliare che opera sul territorio dal 2003.

Cementificare, dunque, serve?
«
Ho una mia teoria: personalmente sono contro tutte le abitazioni degli anni ‘60 o ‘70. Le richieste di chi vuole acquistare, oggi, sono rivolte spesso e volentieri al centro storico: chi sceglie quella zona in effetti compra in centro e non ci sono altri pensieri di comprare magari casa nell’area della ex Marzotto, ultima selezionata per le nuovissime costruzioni».

Quali sono le differenze tra ieri e oggi?
«Oggi i criteri sono completamente diversi rispetto agli anni ’60: vediamo persone scappare via, letteralmente, da immobili anni ’50. Chi riesce a informarsi sui criteri di costruzione delle abitazioni e dei plessi abitativi con il cemento armato, sa che dopo un tot di tempo questi iniziano a collassare. Quando ci sono eventi come terremoti o anche soltanto quando se ne sente parlare, si sa che quando ci sono sollecitazioni su abitazioni che si avvicinano agli 80-100 anni di età, potrebbe collassare l’immobile. Quindi iniziano a scappare da questi stabili».

I prezzi degli immobili, in città, sono calati?
«Il centro storico mantiene il suo prezzo, perché si tratta di murature portanti. Sono costruzioni che del ‘600 che hanno resistito a vari eventi e quindi sono più solidi e c’è anche più romanticismo rispetto a queste zone, da parte di chi acquista. Diciamo che il prezzo per mq lì è mantenuto, nonostante le nuove costruzioni. Quello che si è visto “abbassare” tantissimo è il quartiere Carmine e Carmine Alto. Attualmente ci sono abitazioni a 3 vani comprate anche a 300mila euro purché garantiscano standard elevati, soprattutto per l’antisismica che oggi è un pensiero e una paura fissa delle persone. Salerno è sempre stata sotto i riflettori della provincia: bene o male le persone vogliono muoversi in città. Quando si va direttamente sul nuovo, pur spostandosi di 500 metri rispetto al punto in cui avevano pensato di vivere. Il raggio cambia tanto, perché in 500 metri in linea d’aria si cambia quartiere e quindi cambia anche l’aria che potenzialmente si respira anche in termini di convivenza di quartiere. La zona Carmine è popolosa e c’è tanta disponibilità lì: tutte le richieste si sono spostate su queste costruzioni nuove».

Chi acquista oggi a Salerno?
«Le famiglie non sono più di 4 o 5 elementi, al massimo ci sono una coppia o 3 persone, tanti single. Un 5 vani, poi, costa quasi la stessa cifra di un 90-100 mq. Del resto, le famiglie si sono ridotte e ci sono tanti immobili all’asta, c’è molto invenduto. Ci sono, poi, anche i nuovi acquirenti che si stanno affacciando sul mercato salernitano: soprattutto dalle province di Avellino e Napoli, con un rinvigorito interesse di Battipaglia, dove c’erano salernitani trasferitisi lì per opportunità d’investimento negli anni ‘60 che vogliono investire nuovamente su Salerno. La provincia si sta riversando su Salerno e cercano o il centro storico oppure preferiscono nuove costruzioni».

Quindi ha senso costruire, oggi?

«Ha senso perché in realtà compri un’altra tipologia di immobile. Si dovrebbe e potrebbe addirittura pensare di abbattere le palazzine popolari degli anni ’40, ’50 e ‘60 e lì costruire cose diverse. La gente cerca nuovi standard. Ci sono le palazzine popolare in zona Carmine e Irno, ad esempio, in cui non c’è l’ascensore e l’immobile resta invenduto. Allo stesso prezzo si può avere una casa anche con caratteristiche standard ormai. La nuova costruzione attira, anche amministrare un palazzo vecchio costa tantissimo: chi compra il nuovo non vuole pensare a 1 anno o 2 per poi procedere alla ristrutturazione, lavori straordinari, fecali nuove e altro ancora. Queste persone non vogliono più questi pensieri. Si arriverà che un immobile anni ‘60 lo si potrà comprare a metà prezzo. Resterà l’invenduto, a meno che qualcuno dovrà restare in quella zona per cause di forza maggiore. Dal backstage dico che succede questo: chi prima insisteva a comprare su zona Carmine, perché pur costando un po’ di più ne valeva la pena, ultimamente ha riferito di aver comprato a Torrione Alto. Quando mi dichiaravano un budget e hanno dichiarato di aver acquistato a prezzo maggiore, vuol dire che erano motivatissimi all’acquisto. Gli standard sono cambiati, ed è anche giusto così». 

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