Pd, aspettando Matteo Renzi

di Andrea Pellegrino

Nel caos del Partito democratico, c’è un’unica certezza: entro il 12 dicembre, quindi tra pochissime ore, si dovranno presentare le candidature per le primarie di partito per la scelta del nuovo segretario. Il dubbio è su Matteo Renzi, dopo l’addio alla corsa congressuale di Marco Minniti.

Le ipotesi sono sostanzialmente due: un ritorno di Matteo Renzi in prima linea, dunque una candidatura alle primarie, o una attesa che porti poi alla formazione di un nuovo soggetto politico. Per ora si valutano i sondaggi, che attestano Nicola Zingaretti in vantaggio rispetto agli avversari e rispetto a questo punto al ticket Martina – Richetti. 

Su Minniti avevano puntato tutto i deluchiani, rimasti orfani all’improvviso del loro riferimento nazionale. Naturalmente De Luca & C seguiranno – salvo imprevisti – la linea di Matteo Renzi, sostanzialmente l’unico che fino ad ora ha garantito il governatore della Campania. Minniti avrebbe fatto lo stesso, soprattutto spianando la strada a Vincenzo De Luca verso una tranquilla ricandidatura con tanto di simbolo del Partito democratico, chiudendo così ogni approccio dem a Luigi de Magistris. 

Si torna al punto di partenza, anche se per poche ore ed in attesa di risposte fiorentine. In ballo c’è il futuro del Pd in Regione Campania, dove la spaccatura è più netta rispetto alle altre parti d’Italia. Spaccatura dovuta proprio alla presenza di Vincenzo De Luca che troppo spesso non convince le altre anime del partito, soprattutto quelle napoletane, sempre più escluse dalla sua azione politica ed amministrativa a Palazzo Santa Lucia. Inizialmente, in verità, i deluchiani non avevano disprezzato la discesa in campo di Zingaretti, ora però, opzionata da altri anche in provincia di Salerno: è il caso di Anna Petrone e Alfonso Andria. In pratica un ritorno sul governatore del Lazio, sarebbe un ripiego che non porterebbe, almeno allo stato, al risultato sperato in prospettiva. Su Vincenzo De Luca pesa anche il ripescaggio del figlio Piero nel collegio di Caserta, che avrebbe sbarrato la strada agli aspiranti deputati del luogo. Dunque tanti pezzi (politici) da mettere al proprio posto per evitare un indebolimento che già elettoralmente potrebbe essere plausibile, considerati i pezzi che i deluchiani hanno perso per strada, in territori importanti come Napoli e Caserta e nella stessa Avellino. Poche ore e si saprà quale Pd si presenterà alle primarie e di conseguenza cosa accadrà dalle nostre parti. 

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