Dj Marco Montefusco: «Luminarie belle ma la periferia è scoperta»

Luci? Belle e utili all’economia, ma bisogna realizzare anche installazioni in periferia. Disc jockey e producer di successo del salernitano, per Marco Montefusco la musica può produrre la spinta per far fare un salto di qualità all’appuntamento natalizio della città.

Di cosa si occupa?

«Sono un dj, lavoro costantemente in consolle e mi occupo di produzioni musicali; dal 2005 curo, inoltre, la formazione nel settore per i giovanissimi che si affacciano a questo mondo: dj, vocalist, producer».

In che modo è cambiato il mondo della musica?

«La fruizione musicale è molto più nevrotica rispetto al passato, perché gli effetti della globalizzazione sono arrivati anche in questo settore. In quella che oggi viene definita una “società liquida”, il mercato della musica è diventato un fast food. Nell’era multimediale sembra che la musica da sola non basti più ad appagare un’emozione». 

Locali cittadini: come valuta la situazione alla luce dei recenti accadimenti? 

«Penso che si stia perdendo terreno: le persone chiedono sicurezza, non proibizionismo. D’accordo sul rispetto delle norme ma bisogna mettere in condizione di farle rispettare, concedendo il tempo necessario per realizzare i giusti correttivi. In Germania le istituzioni sono vicine alle attività, contribuendo in prima persona con fondi fino a 50.000 euro destinati all’insonorizzazione delle strutture che operano nel settore dell’intrattenimento musicale. La verità è che non si vuole affrontare il vero problema: la circolare del Ministero, prodotta nel luglio scorso, dimostra che ci si piega alla paura piuttosto che alla tutela della libertà di associarsi».

L’hanno soddisfatta le luminarie cittadine?

«È’ fuori dubbio che l’evento rappresenta un forte richiamo per la città sul territorio nazionale. Sono anni  che mi commissionano la registrazione e la post produzione di jingle per la app ufficiale dell’appuntamento natalizio. Le luci non producono guadagno alla sola ristorazione, ma bisogna avviare un percorso che vada a braccetto con la crescita culturale. Si dovrebbe partire dall’educazione civica e da una maggiore propensione all’accoglienza anche attraverso iniziative musicali moderne. Infine, andrebbero rinforzate le luci nelle zone periferiche, lontane dal centro cittadino».

Giovani generazioni e musica: a Salerno c’è possibilità di maturare nel settore?

«Posso affermare che l’entusiasmo è sempre altissimo, manca però la crescita. Si potrebbe fare molto di più, andando a premiare il merito e cercando di creare reti di idee e contaminazioni culturali tali da mettere in discussione ogni concetto di base al fine di renderlo più ampio. Molti giovani spesso passano dalla formazione all’apprendistato e infine alla “pseudo-professionalità” nell’arco dello stesso anno solare». 

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