Due luci e due misure

di Marta Naddei

Chi fa da sé fa per tre ma se la Regione desse una mano sarebbe meglio. Che il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, non si stiano particolarmente simpatici è storia ormai vecchia e pure abbastanza datata. Tra i due, ogni occasione è diventata pretesto per punzecchiare l’altro. Come ogni periodo invernale che si rispetti, sono le luminarie natalizie – siano esse d’artista o meno – e i relativi costi a tenere alta la tensione tra le istituzioni. 

Ieri, il primo cittadino partenopeo è stato in visita a Cava de’ Tirreni per l’inaugurazione dello spazio “Agorà DemA” mentre in contemporanea De Luca si trovava a Napoli per l’inaugurazione delle installazioni natalizie al rione Sanità: «A Napoli le luci sono messe da Bulgari, dai commercianti, dai privati e poi ci siamo noi» – ha detto de Magistris – «Noi ce ne prendiamo cura da soli». Secondo l’ex magistrato, dunque, Napoli non riceve la stessa attenzione economica che il presidente della giunta regionale, invece, riserva alla città di cui è stato sindaco per oltre venti anni. 

Quella sulle risorse destinate dagli uffici di Palazzo Santa Lucia a quelli di Palazzo Guerra, con un salto a pie’ pari di Palazzo San Giacomo, municipio di Napoli, è una polemica che da sempre contribuisce a rendere i rapporti istituzionali tra De Luca e de Magistris sempre più tesi: in fondo, 3 milioni di euro (a tanto ammonta la somma che la Regione Campania manda a Salerno per lo svolgimento di Luci d’Artista, attingendo dai fondi europei destinati alla cultura), farebbero gola a chiunque. Già nel 2016, in occasione dell’undicesima edizione dell’evento salernitano, il sindaco di Napoli criticò aspramente il provvedimento regionale con il quale si elargiva una somma così cospicua per la manifestazione natalizia di Salerno: «Tre milioni per le Luci d’artista di Salerno sono troppi – disse nel corso di un’intervista con la giornalista di La Repubblica, Conchita Sannino – De Luca deve comprendere che i fondi europei non sono i fondi di Vincenzo De Luca. Dalla Regione, Napoli ha avuto per il turismo 4 milioni in tre anni. Salerno invece porta a casa tre milioni solo per il Natale. I fondi europei sono destinati a tutti i territori della regione». Da queste dichiarazioni, sono trascorsi due anni e la situazione pare essere pressoché identica.

Le bordate, comunque, non si risparmiano: «Io vorrei avere un rapporto politico decente con De Luca ma non riesco a stringergli nemmeno la mano. Forse sarà allergico a me, dategli un antistaminico».

L’unico punto d’incontro, tra i due, oggi, pare essere il fermo “no” alla realizzazione di altri termovalorizzatori: dopo la netta opposizione di Vincenzo De Luca (fino a qualche tempo fa promotore della costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti di Cupa Siglia a Salerno, per poi cambiare idea all’atto della revoca dell’incarico di commissario ai rifiuti e del trasferimento delle competenze in capo alla Provincia nel 2010), anche de Magistris dice la sua in merito: «Uno va bene (quello già esistente di Acerra, ndr). C’è bisogno del rafforzamento della differenziata, di un’impiantistica alternativa e di una maggiore azione da parte della Regione Campania».

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