«Salerno? Un esempio di sviluppo turistico all’avanguardia»

di Vittorio Cicalese

Già commissario liquidatore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, attualmente consigliere federale dell’Agenzia nazionale del turismo e commissario regionale degli Ept della Campania con impegno diretto presso l’assessorato regionale al turismo per favorire lo sviluppo territoriale di uno dei comparti più importanti a disposizione del territorio. 

Angela Pace è la rappresentazione del lavoro incessante, curato nei dettagli pur restando sempre dietro le quinte – poche le occasioni in cui ha voluto rilasciare un’intervista – per favorire la realizzazione di attività che avessero come fine reale la promozione del territorio, la crescita dell’attività turistica di accoglienza e permanenza del turista e l’inserimento di figure sempre più dinamiche per garantire nuova linfa ad un ambito, quello turistico, che necessita costantemente di aggiornamento ed evoluzione delle strategie di comunicazione, marketing e interazione con un sempre più vasto range di clienti.

La governance del comparto turistico è attualmente spezzettata…
«L’agenzia regionale creerà una rete e favorirà il lavoro della Regione per il comparto turistico. Si stanno realizzando gli ultimi atti relativamente alle nomine nei vari organismi per concludere, rafforzare e lanciare in modo organico tutte le attività come agenzia. Si tratta di un impegno che l’assessore regionale Matera sta svolgendo proprio perché è importante passare una governance totale della Regione».

Il territorio non ha nulla da invidiare quanto ad attrattività turistica.
«Nel corso del mio lavoro come commissario di tutti gli enti turistici regionali, ho avuto l’opportunità di valutare tantissime ricchezze ed opportunità che viviamo su tutto il territorio regionale in questo settore. I numeri ci stanno dando ragione rispetto agli impegni già assunti dalla Regione Campania, con attività importanti nei vari settori: partendo da quello culturale, con l’impulso dato ai siti Unesco nei grandi e piccoli centri di questa regione. Non si è più guardato ai grandi attrattori ma è iniziato un lavoro che punta a mettere insieme grandi e piccole realtà. Dunque, l’attenzione non è più rivolta soltanto ai luoghi riconosciuti a livello mondiale, ma anche alla scoperta dei grandi tesori che abbiamo in tutto il nostro territorio, soprattutto nelle aree interne».

Tante realtà turistiche di rilievo, tanto lavoro da fare…
«Alla base del lavoro regionale che si è fatto in questi anni c’è l’impegno per fare in modo che la Regione venga vissuta tutto l’anno, perché c’è questa opportunità. Se diamo un’occhiata ai tanti turisti ai quali ci possiamo rivolgere, dal naturalistico al religioso, sono stati fatti investimenti importanti in questo senso. Si è pensato ai percorsi: a piedi, ciclistici – non ultimo la Via Silente, che percorre tantissimi km del nostro Parco del Cilento, dal Vallo di Diano alle coste marine -. Stiamo inoltre creando una rete d’informazioni per fare adeguata promozione all’estero e in Italia sul tema. Si sta lavorando a 360° proprio perché occorre sfruttare tutte le opportunità che abbiamo: dal turismo balneare a quello della salute. Basti pensare alle terme, ossia siti utilizzati in più periodi dell’anno per i quali dobbiamo puntare alla destagionalizzazione. Uno dei problemi rilevati è stato che alcune strutture si utilizzavano per troppo poco tempo: ora si pensa a sfruttarle quanto più possibile, utilizzandole bene per le attività di alto livello, anche e soprattutto nel comparto alberghiero».

Salerno, in questo ambito, gioca una partita sempre più suggestiva.
«Salerno è un esempio. Tante nuove attività di b&b sono nate, in città e in tutta la provincia e in tutte le province della Campania. I dati li abbiamo pubblicati su un sito web regionale dove tutti possono verificare le attività proposte e la quantità di strutture attualmente recensite dalla Regione, offrendo al turista un’offerta di qualità, sicura, che accoglie in modo adeguato gli ospiti che sempre più spesso provengono dall’estero. Per le Luci d’Artista c’è stata una sempre più grande percentuale di affluenza rispetto agli anni precedenti. Si tratta di un successo per la Campania: certamente hanno fatto buon gioco anche le condizioni internazionali poiché l’Italia è vista come un Paese ancora sicuro, dove è piacevole trascorrere le proprie vacanze, ma siamo stati anche bravi a cercare di impegnarci in determinati settori come quello della mobilità».

Sulla mobilità, a Salerno, c’è tanto da fare…
«Sì, c’è sempre tanto da fare. Intanto, essere riusciti a portare l’alta velocità nel Cilento non è stato un risultato da sottovalutare. Così come l’aver voluto potenziare e riprendere le Vie del mare, garantendo il servizio per più anni, consentendoci di mantenere sempre più attive le nostre coste, cilentana e amalfitana, sorrentina e area flegrea, dando la possibilità di raggiungere i siti in modo diverso e godendo di un turismo di qualità che concede un altro tipo di visione delle nostre zone».

E su Luci d’Artista?
«C’è stato un boom eccezionale di turisti per Luci d’Artista. Grazie a questo tipo di proposta, ribaltata agli onori nazionali e internazionali, Salerno è considerata una vera destinazione turistica da chi si occupa del settore e si guarda intorno. Non c’è cittadino in Italia che non pensi di fare una vacanza nel periodo natalizio a Salerno. Oltretutto, ancora più importante è l’impressione che si porta dietro: il ricordo di una bella città, che offre culturalmente tanto perché si ha l’opportunità di vedere cose di grande valore come il centro storico, le chiese, il Duomo e altro ancora. Offriamo la possibilità di pensare all’antica scuola medica salernitana, che è un orgoglio che andrebbe sempre più rivalutato. Si tratta di qualcosa che in altre zone non c’è, e allo stesso tempo offriamo opere di grande qualità e modernità di grandi architetti internazionali. Salerno, in questo caso, è un museo a cielo aperto che tanti, soprattutto gli architetti come me, sanno apprezzare per la progettazione di grandi poli che sono stati realizzati negli ultimi anni».

Parla anche del Crescent, quindi, considerato da tanti un ecomostro privato su suolo pubblico.
«Penso che chiunque di noi oggi guardi a questa opera veda il valore di tutto l’impianto strutturale, indubbiamente sotto gli occhi di tutti. Immagino che solo un’impostazione di retropensiero possa non valutare anche quanto quell’area sia stata riqualificata con quell’intervento. La piazza e la stazione marittima, oltre all’intera visione anche dal lato della spiaggia, da quel punto di vista non si può dire non ripaghi dall’impegno della realizzazione di un’opera di tale valore. Salerno sarà sempre di più apprezzata ed ammirata perché si potrà godere a pieno anche di questa parte della città».

Quest’anno le Luci d’Artista “invadono” anche i Giardini della Minerva. ..

«Secondo me, avvicinare la gente comune alla cultura in generale e ai siti culturali in particolare è sempre una grande opportunità che si offre per poterne apprezzare a pieno il valore. Quanta gente magari non visita questi luoghi perché magari è disinteressata? L’operazione fatta da Franceschini nel governo precedente, per favorire l’apertura dei musei con annesso ingresso gratuito per tutti, non ha assolutamente un senso “dispregiativo” per l’arte. Invitare a recarsi in un luogo d’interesse culturale, seppur per motivi diversi come ad esempio l’installazione delle Luci d’Artista nei Giardini, non rappresenta una diminutio. Invece è proprio operazione di marketing e di acculturamento di una parte della popolazione, che normalmente potrebbe non pensare anche alle bellezze di cui siamo tanto dotati. Si tratta di un’opportunità concessa alla popolazione e ai visitatori per favorire la scoperta o riscoperta di questi luoghi. Ben venga il continuo invogliare a visitare siti del genere: la cultura non deve essere per pochi, deve essere aperta e normale per tutti, sempre».

Che cosa bolle in pentola per il turismo salernitano e regionale?
«L’assessorato si sta impegnando per completare tutta l’attività che riguarda anche l’organizzazione del turismo in regione, a partire dall’attività vera e in grande dell’agenzia regionale che quindi completerà questo percorso. Un esempio su tutti: c’è volontà d’impegno della Regione sui cosiddetti “percorsi dell’anima”. Si tratta di attività che produrranno da qui ai prossimi anni un grande risultato, perché sono stati messi in rete tutti i siti religiosi di maggiore importanza che sono poi siti anche culturali, dove il turista può pensare ad un viaggio che sia sicuramente culturale, ma si offre anche la possibilità di un nuovo tipo di turismo, che sia emozionale e intimistico, che possa permettere al turista di provare grandi emozioni».

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