Il sindaco Napoli: «Luminarie? Sobrie ma belle. Aspettiamo il giudizio dei cittadini»

di Erika Noschese

Per il tredicesimo anno consecutivo, Salerno si appresta a vivere la magia del Natale con la kermesse Luci d’Artista. Archiviato il contenzioso giudiziario tra Blachere Illumination e il Comune di Salerno, con la società francese che contestava la gara con cui Palazzo di città aveva affidato alla Iren, società di Torino e socia della Salerno Energia, l’installazione delle luminarie per l’edizione 2017-2018 e conseguente ricorso – poi vinto dalla Blachere – per aggiudicarsi la manifestazione salernitana, è ormai pace fatta. La multinazionale francese, alla quale è stato affidato il montaggio e smontaggio delle luminarie, ha lavorato a ritmi serrati, non senza qualche critica – e un po’ di sana ironia – da parte dei salernitani che contestavano alcune installazioni.

A fare il punto della situazione il sindaco Enzo Napoli, soddisfatto per l’evento che, ogni anno, porta in città un cospicuo numero di visitatori, provenienti da tutta Italia e non solo.

Sindaco, tutto pronto. Si parte ufficialmente con la nuova edizione di Luci d’Artista. Nuova società, nuove installazioni.

«Sì, quest’anno inauguriamo questa partnership con questa nuova ditta. Le installazioni artistiche vanno viste accese, di sera, ma da una prova alla quale ho avuto la possibilità di assistere mi sembra assolutamente un’ipotesi suggestiva, quella che è stata proposta dalla nuova azienda. Verificheremo insieme ai cittadini, facendo le valutazioni serene. Da uno sguardo assolutamente sommario pare abbiano risposto alle prerogative di una kermesse nazionale che si è andata consolidando negli anni. Quest’anno, il tema è Mare, Mito e La Divina Costiera e credo che l’ipotesi sia stata pienamente colta dagli artisti che hanno prodotto le installazioni luminose. Luci d’artista dura da 13 anni e credo meriti, interamente».

Erano stati chiesti alcuni accorgimenti per quanto riguarda alcune luminarie.

«Sono state fatte piccole correzioni, se così si possono definire. A me, francamente, le installazioni sul corso sembrano assolutamente sobrie e anche decisamente eleganti. Questi limoni, sui quali si è fatta qualche ironia, mi sembrano belli. Semplici ma belli. Molte volte la semplicità si coniuga con la bellezza».

La società è in ritardo rispetto ai tempi prestabili o si procede secondo piano?

«Si procede a ritmo serrato. Sono pronte le installazioni anche nella zona orientale che generalmente seguono un passo diverso».

Si tratta di una manifestazione che richiama in città moltissimi visitatori. Nel periodo natalizio, b&b, alberghi e ristoranti sono pieni. C’è un ritorno economico per la città, per questo tipo di attività e per i locali?

«Credo che sia in re ipsa. Quando c’è stata quella controversia che ci ha impegnato nel dibattito tra Blachere Illumination e Iren, ricordo le telefonate disperate degli operatori commerciali e del turismo che ci chiedevano serenità e tranquillità in merito alla tenuta della manifestazione».

Queste nuove opere luminose potrebbero, secondo lei, portare con sé un incremento del numero di persone in città?

«Noi abbiamo, come si dice in gergo, uno zoccolo duro che ci accompagna da 13 anni e questo pare si vada incrementando anno per anno. Credo si possa ragionevolmente percepire un atteggiamento diverso anche dei nostri visitatori. L’esplosione dei b&b e delle strutture alloggiative indica un aspetto di una permanenza nella città che non è un mordi e fuggi. Abbiamo i sold out già registrati e si viene a Salerno non per una serata sola ma per restare alcuni giorni, per godere delle bellezze della nostra città, degli stimoli che offre. Poi, certo, per fare anche qualche piccola incursione nei territori a noi prossimi, che sono di una bellezza struggente».

Rispetto a ciò che offre la Blachere con le luminarie installate in altre zone d’Italia, può dirsi soddisfatto? Si poteva fare di meglio, secondo lei anche solo nella villa comunale?

«Luci d’Artista è una vista d’insieme: se presso la villa comunale non si è fatto di più è perché è stato fatto di più a piazza Flavio Gioia. Non farei una lettura parcellizzata, bensì darei uno sguardo d’insieme, che poi è quello che fa l’immagine generale dell’iniziativa».

L’assenza dei mercatini di Natale, quest’anno, crede possa avere delle ripercussioni negative anche sulla manifestazione Luci d’Artista?

«Lo escludo. I mercatini di Natale, probabilmente, non sono tradizionalmente nelle nostre corde. Allora, o sono mercatini di Natale a tutti gli effetti oppure è una cosa della quale non si sente la mancanza. Invece, ci sarà una serie di manifestazioni di pubblico interesse come, ad esempio al villaggio di Babbo Natale che avrà una sua stentorea manifestazione al parco Pinocchio e mi pare una cosa molto convincente. Lo stesso vale per la ruota panoramica e tante altre iniziative culturali: abbiamo la grande prosa e la grande lirica al teatro Verdi con il Barbiere di Siviglia di Rossini, il Rigoletto di Verdi oltre a vari spettacoli teatrali e il grande jazz. Salerno ha una sua tradizione antica che noi proponiamo ai nostri visitatori; le fiabe di Natale al cinema Augusteo. Le iniziative che fanno da “corollario” a Luci d’Artista riempiono le nostre serate e sarà piacevole per il visitatore passeggiare, mangiare bene e magari dare uno sguardo a spettacoli di eccellenza».

Piano traffico, confermato quello degli anni precedenti?

«In buona sostanza sì, perché ha retto bene. Abbiamo visto il piano dell’ingegner Rizzo che ha stilato il piano per la sicurezza con una serie di presidi indispensabili e intelligenti perché umani: ci saranno steward che aiuteranno il mantenimento dell’ordine della buona e tranquilla gestione della festa, aiutando le persone ad attraversare. Diversamente, un attraversamento anarchico bloccherebbe il traffico: loro organizzeranno dei gruppi per permettere alle persone di passare da un lato all’altro della strada senza pericoli né per loro stessi né per gli automobilisti. I varchi saranno presidiati da forze in carne ed ossa che garantiranno il controllo di eventuali esodi. Abbiamo optato per questa soluzione, evitando di ricorrere ai guard rail che, oltretutto, non sono esteticamente belli da vedere. Mi pare che da questo punto di vista, anche con nuovi parcheggi che sono stati individuati, ci siano eccellenti ritorni in quanto a tranquillità e serenità».

S’ipotizza anche il divieto d’accesso dalla parte nord della città.

«Noi facciamo delle chiusure dinamiche, ovvero man mano che si evidenzia una criticità in tempo reale si interviene con piani alternativi».

Poche le novità di questa tredicesima edizione, come la mancanza della “madrina” ad accendere, con il sindaco Napoli, le luminarie.

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